domenica 12 ottobre 2014

Vera cronologia progetto teatro VERDI di TERNI.



TEATRO VERDI
L’IDENTITA’ DELLA CITTA’ DI TERNI ED I “RUMORI” DI UN DIBATTITO UN PO’ DISORDINATO

Alcune informazioni e notizie per ristabilire una necessaria "SIMMETRIA INFORMATIVA"

Il Teatro Verdi è il principale elemento identificativo della città di Terni, la cui storia degli ultimi 160 anni si intreccia con le vicende dell’edificio, così da renderlo centrale e prioritario in qualunque programmazione culturale e cittadina. Infatti, sono almeno tre le fasi storiche che possiamo individuare.

    - VERDI 1.0: 1850-1944
Corrisponde alla prima fase di crescita tumultuosa della città, che proprio nel nuovo teatro, inaugurato a metà Ottocento e in stile neo-classico, ha voluto darsi un’aura di nuova “rispettabilità” e mettersi al pari delle altre città del centro-Italia, raggiunte e poi superate come dimensione demografica ed economica. L’affidamento del progetto al celebre architetto vaticano Poletti, autore anche nei progetti teatrali di Rimini e di Fano, è anch’esso il segno dell’aumentato orgoglio cittadino, con le ambizioni industriali della città: la struttura-tipo di teatro “all’italiana”, con i classici palchetti affidati in concessione alle famiglie più in vista della città, come “status-symbol” da sfoggiare nella comunità di allora.

N.B. LA CAPIENZA INIZIALE DEL TEATRO SUPERA DI POCO GLI 800 POSTI.
LA VISIBILITA’ DAI PALCHETTI, NATURALMENTE, RIGUARDA UN NUMERO MOLTO INFERIORE DI SPETTATORI.

E’ però tra fine ‘800 a inizi del ‘900, con interventi di modernizzazione degli arredi e soprattutto con la elettrificazione della città e del teatro (tra i primi in Italia), che lo scatto verso il futuro è ancora più netto, con le acciaierie che si espandono grazie anche all'abbondanza locale di energia idroelettrica, e crescono nuove industrie pesanti, come la fabbrica d’armi, caratterizzanti lo spiccato profilo industriale di Terni. Il teatro conosce quindi una fortunata stagione di spettacoli lirici e di prosa, che include una nuova inaugurazione in occasione dei festeggiamenti per l'istituzione della Provincia di Terni nel 1927. Tale "belle epoque" si esaurisce con il disastro bellico e la parziale distruzione del corpo principale e della torre scenica, durante uno dei numeri bombardamenti del 1943.
A essere risparmiato dalle bombe è solo il pronao originale, con le sue colonne neo-classiche e la trabeazione imponente, che ancora oggi possiamo ammirare nel centralissimo “Corso Vecchio”, con l’aggiunta recente della illuminazione a LED, che lo rende ancor più splendido.


      - VERDI 2.0: 1949-2010
Questa seconda fase fu gestita da un privato, il magnate Lucioli, che ne ottenne la concessione 50-ennale in cambio dei lavori di ricostruzione sostenuti, poi con proroga sino al 2009. La ricostruzione, avvenuta invero con maestranze e materiali di fortuna, ha cambiato il volto interno del teatro, che perde per sempre la forma polettiana e vede anche una riduzione dello spazio teatrale. Lo sfruttamento commerciale della struttura, pur all’interno di stagioni di prosa ed episodici spettacoli musicali e lirici anche di buon livello, ha virato nel tempo verso il cinematografo, consentendo negli anni ’60-’70, con l’uso di sedili stretti, a file serrate, sia in platea sia in galleria, di raggiungere una capienza di 1.065 spettatori paganti. Tutto ciò, però, a dispetto dei crescenti vincoli normativi di sicurezza antincendio e abbattimento delle barriere architettoniche per le persone disabili, comportando sin dalla fine degli anni ’80 diffide e relazioni negative dei Vigili del Fuoco e dell’A.S.L., a cui non hanno fatto seguito conseguenti lavori di adeguamento e manutenzione. Nella fase della concessione, anzi, per l’esercizio degli spettacoli il gestore dovette progressivamente asportare parte dei sedili della galleria nonché noleggiare costosi gruppi elettrogeni per alimentare le scene teatrali di più moderna concezione. Nel 2010, tornato il teatro nelle disponibilità del Comune, una volta accertate le gravi non-conformità impiantistiche della struttura, si prese atto della chiusura (obbligata) del teatro e della necessaria formulazione dei progetti di adeguamento.

     - VERDI 3.0: il futuro da progettare

- gennaio 2011, dopo che i primi tecnici incaricati rilevavano gravi inadeguatezze igienico sanitarie dei vecchi locali interrati usati come camerini, il crollo parziale del pronao rappresentò il reale “campanello d’allarme” circa la sicurezza strutturale complessiva dell’edificio. Il Comune, pertanto, con una spesa di 400.000 Euro ha messo in atto il delicato intervento di restauro del pronao, comprendente delicatissime operazioni di sostituzione della trave principale. Nello stesso periodo, i sondaggi strutturali commissionati al Politecnico di Milano rivelavano debolezze diffuse sia negli agganci delle pareti verticali sia nei solai e negli interpiani, tali da rappresentare il vero punto d’attenzione urgente.
Pertanto, insieme a Provincia e Regione, il Comune avviava un primo dimensionamento degli interventi e una campagna di ulteriori approfondimenti e sondaggi, mentre il gruppo di lavoro interno attivato riusciva a formulare il progetto preliminare dei lavori di restauro e adeguamento funzionale nei tempi imposti dalle procedure di finanziamento. Il quadro economico di tale progetto preliminare, per Euro 2.900.000, ha trovato finanziamento per Euro 1.500.000 con fondi OO.PP. regionali e per Euro 1.400.000 con risorse comunali. Tale importo è appena sufficiente a coprire la “componente strutturale” dell’intervento, mentre gli interventi architettonici ed impiantistici necessitano di almento 5 Milioni di Euro aggiuntivi, tutt’ora da reperire.
In tale periodo il Comune curava anche una prolungata fase partecipativa, i cui momenti principali risultano:
- l'8/11/2011, RIUNIONE PROGRAMMATICA CON GLI ENTI AUTORIZZATORI: si è definito un accordo operativo con tutti gli Enti autorizzatori interessati - Vigili del Fuoco – Provincia di Terni – A.S.L. e Sovrintendenza, in un'ottica di condivisione degli approcci progettuali sin dal concreto avvio alla fase di progettazione dell’intervento, garantendo altresì un efficiente percorso autorizzativo ed il rispetto dei termini temporali fissati dalla Regione per l'approvazione degli elaborati e l'attivazione degli strumenti di cofinanziamento.
- inizio 2012, ITER PARTECIPATIVO CON LA CITTA’: riunioni effettuate dal Comune con le componenti della città interessate al progetto, quali Associazioni di categoria, Ordini professionali, operatori dello spettacolo, studiosi, media e artisti, oltre a diversi passaggi di aggiornamento della Giunta comunale sulla procedura, sul progetto preliminare, sulle eventuali istanze e osservazioni ricevute e, in generale, un necessario scambio di idee e di informazioni su tale strategico progetto.
Nel contempo, come previsto dalla normativa dei Contratti pubblici, veniva pubblicato dal Comune un bando per manifestazioni di interesse riservato a studi e professionisti dotati di forte specializzazione teatrale e adatte referenze nel settore strutturale, per l'assegnazione dell'incarico di progettazione definitiva ed esecutiva della Componente strutturale, tramite il quale, dopo la susseguente gara basata sul c.d. criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa (che compendia elementi di qualità e di offerta economica sub judice di apposita commissione Comune-Regione), a fine 2012, è avvenuta l'aggiudicazione ad uno studio di Milano (capofila di un raggruppamento professionale comprendente anche professionisti di Terni e di Firenze), che tra le proprie referenze annovera anche la partecipazione al progetto di restauro de La Scala di Milano: lo studio dell’ing. Gabriele Salvatoni.

- 16 maggio 2013, Convegno partecipativo sul progetto, a cui ha aderito larga parte delle componenti cittadine già coinvolte nel dialogo del 2012 (fondazione CARIT, ordini professionali, Università di Perugia, scuole e movimenti teatrali, artisti e amanti del teatro, nonché operatori dell’informazione), in cui la città tutta ha potuto finalmente iniziare a conoscere i professionisti incaricati. Il Convegno, dopo una doverosa introduzione generale sui teatri dell’Umbria (operata dal Dirigente OO.PP. della Regione e dalla Sovrintendenza ai Beni Architettonici dell’Umbria), sullo stato dell’arte della tecnologia impiantistica (Università di Perugia) e sulla posizione degli ordini provinciali degli architetti e degli ingegneri, ha contenuto quattro relazione dei progettisti, illustrative delle problematiche affrontate, delle scelte strutturali necessarie e degli indirizzi architettonici alla base del progetto.
Tale progetto è stato quindi avviato, ex Lege, alla Conferenza di Servizi, a cui partecipano Vigili del Fuoco, Provincia, Regione, ASL, ARPA, Centro per l’Autonomia, Sovrintendenza, Teatro Stabile dell’Umbria, Servizi Idrici, ASM Terni, Direzioni Tecniche del Comune interessate, Telecom Italia, Prefettura.

- 31/07/2013, conclusione dei lavori della Conferenza di Servizi. Con le sedute effettuate 27 maggio, 8 e 31 luglio 2013, riguardanti il progetto definitivo della Componente strutturale, si è ricevuto il positivo riscontro dalle Direzioni e dagli Enti coinvolti (ASM Terni, SII, Centro per le Autotonomie - Fish, ASL, Vigili del Fuoco, Teatro Stabile dell'Umbria tra gli altri), consentendo pertanto l'ultimazione del progetto definitivo, recependo le indicazioni ricevute nella Conferenza stessa;

- 06/09/2013, inoltro della proposta alla Giunta per l'approvazione del progetto definitivo della Componente strutturale e susseguente richiesta della quota parte di mutuo previsto alla Cassa Depositi e Prestiti, dopo la verifica positiva del progetto operata dal professionista interno incaricato. La proposta in Giunta comprende, oltre all'approvazione del progetto definitivo della componente strutturale e dei nuovi quadri economici, anche la variante urbanistica necessaria a realizzare:
a) la correzione della DESTINAZIONE D'USO del teatro Verdi, indicato in P.R.G. come "zona residenziale" (!)  e quindi da riportare ad uso "teatro - spazi pubblici";
b) l'uso di aree pubbliche adiacenti come spazi di servizio al teatro, necessari sia alla realizzazione di una nuovo e più ampia torre scenica, sia alla dotazione di indispensabili spazi accessori.

- 06/12/2013, con Atto n.423 la Giunta approva il progetto definitivo suddetto della Componente Strutturale e la relativa proposta al Consiglio Comunale.

- 17/01/2014, audizione in Commissione Consiliare dell'Associazione politica "Terni Ideale", nel quadro del confronto partecipativo con la società civile, con dibattito esteso al tecnico dell'associazione Arch. Ballarini sulle tecnologie di trasmissione satellitare degli spettacoli teatrali, nonchè interventi dell'ing. Belli (Terni Ideale, Fondazione Carit) e del candidato Fabbri (La Nazione), alla presenza dei progettisti della Componente Strutturale, che hanno eseguito un nuovo approfondimento pubblico del progetto anti-sismico.

- 28/01/2014, il Consiglio Comunale con Atto n.13/2014 approva il progetto definitivo della Componente strutturale e la revisione del P.R.G.

- 28/04/2014, la Giunta Comunale con Atto n.143/2014 approva il progetto esecutivo della Componente strutturale.

- luglio-agosto 2014, riunioni di coordinamento interassessorile per l'approfondimento dei contenuti del progetto approvato da parte dei nuovi assessori designati.

- 13/08/2014, Determinazione a contrarre n.1954/2014 inerente il progetto esecutivo della Componente strutturale, "ready-to-go" per la pubblicazione della relativa gara d'appalto.

- settembre-ottobre 2014: istruttoria Dir. AA.GG. per la pubblicazione della gara.


ALTRI PROCESSI E PROCEDIMENTI PREPARATORI AI LAVORI

- settembre 2014, smantellamento della sottostazione elettrica ASM propedeutica ai lavori strutturali, come da decisione della Conferenza di Servizi.

- settembre-ottobre 2014: selezione pubblica per l'incarico professionale di collaudo in corso d'opera della Componente strutturale.



ELEMENTI DI CHIARIMENTO RISPETTO AI TEMI OGGETTO DI DISCUSSIONE MEDIATICA

Mi preme qui, dopo aver tentato di sintetizzare lo stato dell'arte sull’enorme mole di attività eseguita per la gestione dell’appalto, fornire alcuni spunti di riflessione, a possibile chiarimento dei temi diffusamente trattati dalla carta stampata e dai blog locali.

a) N. di posti: il numero di “mille” da alcune parti posto come imprescindibile NON corrisponde al teatro originario (Poletti poco più di 800, di cui in visibilità del palcoscenico poco più della metà). Inoltre è accertato che tale numero NON è la condizione essenziale per un benefico e giustamente invocato "businees plan" della futura gestione, in quanto da indagini effettuate presso impresari teatrali della capitale e di Milano, nonché dall’esperienza del Festival dei Due Mondi nella vicina Spoleto, è emerso che, all’interno della fascia 750-1.100, non è condizionante la capienza puntuale di ciascuno spettacolo, essendo bensì prioritario assicurare al teatro una stagione di prosa e spettacoli attraenti e ben pubblicizzati (magari sino a Roma ed in collaborazione con la stessa Spoleto).

b) Palchetti polettiani. Quale elemento di riflessione: la città di Rimini, per il suo teatro polettiano, ha deciso un intervento filologico con il recupero dell'impostazione del Poletti, dimensionando la spesa dei lavori in ca. 40 Milioni di Euro. Peraltro sono notevoli, in tale progetto, le problematiche associate alla scarsa visibilità del palcoscenico (così come nel terzo teatro polettiano, quelle di Fano, anch'esso dotato di una capienza effettiva molto scarsa, inferiore a 700 unità, se riferita agli spettatori con visibilità).

c) Partecipazione di finanziatori privati. Sinora non risulta pervenuta al Comune alcuna offerta di supporto economico, neppure dalla Fondazione CARIT Banca Intesa, che pure recita sul territorio un ruolo importante nel supporto di iniziative umanitarie e sanitarie (finanziando ASL ed Ospedale nell’acquisizione di nuovi macchinari diagnostici) e culturali (mostre, convegni, restauri). L’esempio del progetto di restauro del teatro di Arezzo, ove la locale Fondazione Banca Etruria ha messo a disposizione 2,5 Milioni di Euro a fondo perduto e ha concesso un prestito agevolato per ulteriori 2,5 Milioni di Euro al Comune, non pare finora aver attecchito… 


P.S. Sono comparsi inoltre articoli di stampa su un presunto sperpero di denaro pubblico per la realizzazione dell'impianto di illuminazione ornamentale della facciata: viceversa, trattasi di impianto a LED ad alta efficienza, costato poco più di 10.000 Euro e, di fatto, dalle riconosciute qualità e pregi estetici della parte di Corso Vecchio su cui insiste.

SPERO DI AVER APPORTATO UN MINIMO DI CHIAREZZA ALLE QUESTIONI DIBATTUTE.
AUSPICO UNA MAGGIOR UNIONE DI TUTTE LE COMPONENTI CITTADINE PER BUSSARE INSIEME ALLE "PORTE" GIUSTE ED ADDIVENIRE AL FINANZIAMENTO DI QUESTO, CHE E' L'EDIFICIO PRIORITARIO DA RECUPERARE ALLA VITA DELLA NS. CITTA'.
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